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27-12-2001:
buon anniversario a me" di Paolo
Vittozzi
Fa
freddo qui a Ginevra ed è ancora buio.
Sono le 06.10, le procedure per l'imbarco dei passeggeri, della posta e
dei bagagli vanno avanti, tante persone affaccendate attorno
all'aeroplano.
Non c'è
brina sull'aereo e non faremo de-icing, ma il cielo non si vede, nuvole?
E' tutto scuro... mah...
Alle 0700 iniziamo il rullaggio, avanziamo nel buio, le luci di
rullaggio ci indicano la strada, sono pigre, ma svolgono il loro
compito. Arriviamo in pista, ci allineiamo, sono le 0715... potenza, i
motori motorano, le eliche elicano e l'ATR ....
eccolo si ripete, come ogni volta, il miracolo del volo manifesta la sua
magia... miriadi di particelle d'aria vengono scompigliate, strappate
dalla loro quiete dall'ala che avanza sempre piu' veloce.
"Rotazione"
e mentre la cloche viene tirata indietro, i piani di coda si flettono
verso l'alto imponendo la rotazione del mezzo intorno al fulcro del
carrello.
La baruffa delle
particelle continua ma si dispongono in maniera diversa, si
auto-ordinano, le leggi fisiche che governano il moto dei fluidi
consentono la nascita di forze che la natura ha reso proprie solo agli
uccelli: la portanza infine manfesta la sua potenza e voliamo!!
Per il
momento è solo una sensazione, ci lasciamo dietro le luci della pista,
ci lasciamo tutto, siamo nel buio con 12 gradi di assetto, e potenza di
salita, poi, di colpo, l'inaspettato.... sbuchiamo nel cielo.
Ma
allora..... ma allora ... il cielo c'era, anche oggi era qui che ci
aspettava: "ciao cielo, siamo qui, scusa il ritardo, eccoci".
C'è
luce in cielo, luce informe, luce che combatte il buio, luce che ci
accoglie.
La coltre grigia delle nuvole acquattate per terra si estende su tutto
il lago e termina contro le prime montagne, sia a destra che a sinistra. Il sole ancora non splende, ma la sua luce irradia quasi che
lo facesse di nascosto.
Le montagne
sono senza forma, scure, sentinelle immobili della nuvolaglia bassa,
informe e soffocante che non riesce a allontanarsi dalla madre terra.
La terra...
vi è mai venuto in mente che le terre siano due?
Una che viviamo, percorriamo, sudiamo, e una che osserviamo,
apprezziamo, godiamo.
La nostra, la terra dei
"volatili" è una terra diversa, non di strade, salite e
discese, ma è fatta di conche, di valli, di anfratti, spiagge, boschi,
laghi.... di nuvolaglia informe che viene arginata dalle montagne.
Noi
fortunati esseri volanti ad un certo punto non sudiamo più, e nel
momento in cui ci impossessiamo della terza dimensione diventiamo
liberi.
Scrivo
per coloro che non sanno, per coloro che non volano, per coloro che non
si trasformano in volatili.
Dall'alto il colore è un altro, lo spettacolo è tutto un altro.
Case piccole, i paesi che sono piccole macchie gialle arroccate sulle
montagne.
Il
sole ha iniziato come al solito il suo cammino.
Le ombre sono le stesse della sera, lunghe e un po' spettrali,
però a guardarle bene di direbbero più allegre, in fondo non chiudono
il giorno: lo anticipano Osservo ancora le nuvole, sono impotenti contro
le montagne, il colore cambia diventano bianche splendenti: il sole le
ha raggiunte!
E anche le montagne innevate sberluccicano, un gioco di colori che
appaga l'occhio e riscalda la mente.
Osservo
il mondo dall'alto, sempre diverso, non stanca mai. Qui non c'è smog,
non c'è traffico, non ci sono semafori.
Poi
quasi per magia mi trasferisco, mentalmente, sul mio ulm. Ci sono delle
differenze: la quota e la libertà.
Il
contatto col mondo a quota minore è più vero, segui le colline, con lo
sguardo riconosci i crocicchi, le case, le valli: è la bellezza, la
diversità del volo a vista.
Trasporti la carta che hai sulle ginocchia su quello che vedi e
viceversa. Quant'è bello!!
E poi la libertà. Non c'è pressurizzazione, non c'è un vetro
blindato, il colore, l'odore, il tatto dell'aria, tutto contribuisce ad
un immenso senso di libertà.
Da
qui oggi a 18.000 piedi osservo e mi beo, con l'ulm non volo e basta:
sono immerso, sono un volatile; non sono un pilota, sono un uccello; non
guardo le montagne dall'alto, ne faccio parte, sono staccato da mamma
terra ma la vivo con più intensità, la osservo da angolazioni che
altrimenti mi sono impossibili,
assaporo
l'aria, sono penetrato dalla sensazione che vivo.
Io
sono Icaro, sono Leonardo, sono Orville, sono miracolato, sono un
fortunato, io vivo l'aria, io posseggo tutto questo mondo che mi scorre
sotto e quando riatterro, quando ritorno è come se ne possedessi un
pezzo di più.
Il
27 dicembre per me sarà un giorno importante, un anniversario: sono 30
anni che colleziono le tessere di questo mio mosaico.
Chiudo
gli occhi e guardo nel contenitore, trovo questa prima tessera: 27 dic
1971, P66, il decollo solista. E' solo un circuito, 7 minuti, ho 17
anni, mamma mi aspetta, quando torno ha gli occhi inumiditi, una delle
rarissime volte che l'ho vista piangere!
Un'altra
tessera con il primo decollo sul reattore MB326-1977: non sembrava un
aereo, ma un flipper. Tante lancette che ruotano vorticosamente, e poi
zot... siamo già in aria? Un'altra tessera, l'esame di volo strumentale
con il G91T-1978. Decollo
di sera avanzata e fino a 22000 piedi nuvole spesse e buio, poi
sbuchiamo dalle nuvole, avevo 25 anni, mi sono trovato a testa in giù a
guardare l'immenso spettacolo del sole su un infinito materasso rosa.
Un'altra tessera 1980, il bersaglio trainato dalla nave che va in pezzi
sotto i colpi del mio cannone, lo guardo incantato, e poi quando
richiamo il kicker entra spietato, cinque volte, il cuore va in gola,
paddle switch, continuo a tirare e ... poi sono di nuovo verso il cielo.
E quest'altra: notte fonda, quasi spersi in mezzo al mediterraneo a 1000
piedi trasmettendo all'aria la posizione delle navi nemiche agli F-104
che sacramentavano - 1985; e ancora altre tessere, un tormentato
avvicinamento a Keflavik su una pista ghiacciata -1990; la forza del
temporale africano che si estende da est a ovest, osservato da 41000
piedi - 1992; sull'atlantico con i Tornado attaccati
tubi per il riforimento in volo -1993; il fuoco che corre per
chilometri e chilometri, sorvolato con un Canadair a pistoni - 1997; toh
guarda, il primo lancio con il paracadute della Folgore - 1975; il volo
sugli Appennini con il deltaplano -1981; in termica con il parapendio
sul Subasio - 1995; in ammaraggio col Canadair nello stretto di Messina
con Scilla e Cariddi che urlano - 1997; in planata con l'aliante a
Rieti, però come sono basso, passo sulle case, magari mi sostengono un
po' di più - 1999; in volo con il mio Buccaneer
fra le creste degli Appennini andando verso il lago di Garda, 2001.
Eh
si tante tessere, colorate, multiformi, divertenti, appassionanti, per
il più bel mosaico che abbia mai montato: quello di una vita dedicata
al volo!!
Buon
anniversario a me!!!
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