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"Raid
dei due mari, ci saremo
!" di
Paolo Vittozzi Siamo
euforici, in due - gemelli ad un anno di distanza -
passiamo i 90 anni, eppure siamo euforici.
Amici da 28 anni, la vita ci ha condotto su strade diverse, ma la
passione per il volo ci e rimasta, al punto che quando decisi di
acquistare il Buccaneer mi venne a trovare in Toscana, e stato il
primo amico a volare con me sull'acqua, tanto quanto e stato il
primo a rimanere in panne con me nell'acqua... mi auguro sia
anche l'ultimo.
Ma torniamo all'euforia. Quando gli ho detto che avrei partecipato
al raid dei due mari mi ha guardato e mi ha chiesto "cos'e".
Dopo
la spiegazione mi guarda di nuovo china la testa da un lato e
sussurra: lo so che hai bisogno d'aiuto: verro con te.
Poi e stato un gioco.
Le relative compagne si rassegnano "sembri proprio un
bambino!!" - "sembro? no, sono un bimbo, ma non e per
questo che mi vuoi bene?"
Sicché, dopo aver rattoppato, pulito, lucidato, cambiato e
quant'altro ora non mi viene, la sera di mercoledì 13 giugno, per
impegni di entrambi l'ultimo giorno di libertà prima della partenza
ci vediamo al campo di volo.
Ultimi controlli. Chiamo Rodolfo e prendo appuntamento per
rifilargli 8kg d'olio e 5kg di tenda, montiamo l'ultimo ritrovato in
materia di ostacolo fisico all'acqua che entra: abbiamo finito.
Sono le 20.00. Il sole é ancora alto, l'aria e calma e si sente il
canto delle sirene. Non parliamo neanche, lo tiriamo fuori
dall'hangar.
E' tutto lucido Orville (un nome un programma, sto aspettando gli
adesivi, poi vedrete!!!), bianco e blu, il mio "barcaereo" fa
proprio
una bella figura.
Urlo "via dall'elica", aspettiamo i 40 gradi canonici
dell'acqua e in
10 minuti ci involiamo nell'atmosfera serotina.
"Al lago, voglio vedere se entra l'acqua". Tutto perfetto,
ammariamo in 15 minuti, capisco quasi subito che l'ultimo
ritrovato di cui sopra, aggiunge solo 50 grammi di peso, ma
l'acqua entra eguale.
Siamo fermi in mezzo al lago. Non c'e vento, guardo in basso,
magari la sirena viene fuori sul serio. Invece no. Pompa di
sentina, svuoto e.... via: motore, cloche alla pancia, poi tutta
avanti, poi in centro sul redan e via in aria, verso casa.
Il sole ormai rosso acceso ci fa da faro. Si atterra per 27, ma
d'estate il sole tramonta più su, una volta allineati rimane sulla
destra.
Scendiamo, minimo, contatto, tutto ok.
La buca non la vediamo, ma la sentiamo, una come tante,
invece..... crack e Orville punta deciso a sinistra, il freno destro
non argina la virata, siamo fermi al lato sinistro della pista,
magneti off e... cribbio il carrello sinistro .... e lì che pende
monco, zampetta spezzata.
Il pensiero é comune: e il raid?
Nell'ora di luce che rimane facciamo body building e lo tiriamo su a
sinistra, quanto pesa per essere un ULM, mettiamo del supporto
sotto lo scafo, e ci rendiamo conto della sua inamovibilità.
E' tardi, sudati e stanchi decidiamo di mangiarci un piatto di pasta
per consolazione e aiuto alla riflessione.
Fred mi ospita, rimanendo da lui evito 30 km di traffico, la moglie
si fà in quattro, grande e delicata donna!!
Ci svegliamo alle 0600, alle 700 siamo per strada, alle 0800 il
carrello é smontato, alle 0920 siamo dal fabbro, io vado a
lavorare, non mi posso esimere.
Fred mi chiama dopo tre ore: carrello riparato e consegna
effettuata a Rodolfo... si parte lo stesso.
Raid dei due mari, ci saremo!
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