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OPERAZIONE
SANT'AGOSTINO - 6 Marzo 2004 |
Cari amici,
vi proponiamo il resoconto, commentato dallo stesso autore
dell'avventura, del recupero di Orville
the Buccaneer, costretto, suo malgrado, a passare una notte sul
bagnasciuga della spiaggia di Sant'Agostino, vicino Civitavecchia.
Meditate
gente... meditate!
Federico
Capaldo
**********
Condividiamo
continuamente il nostro
tempo con questo Murphy.
Ma chi è?
Chi
vola ne ha sicuramente sentito parlare. E' uno che ha detto: se qualcosa
può andare storto, andrà storto.
Certo
un porta-jella così non è proprio uno da tenere come amico, ma in
ogni caso, lo si voglia oppure no, lui arriva.
E
stavolta è andato a mettere il naso nel mio radiatore... ho perso
l'acqua, non me ne sono accorto ... certo un po' di responsabilità me
la
devo assegnare comunque, magari un controllo in più, magari un minimo
di
attenzione in più, magari.... in ogni caso... ora vi racconto.

5
Marzo. Giornata spettacolare. Colto dall'impulso irrefrenabile di volare
parto di
corsa - rischio sicuramente altri
meno 2 punti sulla patente (voglio
condividere con voi: ma si può andare a 90 km/h su una strada a 4
corsie
con lo spartitraffico e senza incroci a raso???) - e arrivo a Sutri.
Metto
in moto, scaldo, un'occhiata veloce e... via verso il mare.
Sul
mare mi diverto tantissimo, faccio anche un ammaraggio nel fiume che
scorre lì vicino e poi durante la partenza successiva... taratatà:
calo di
potenza seguita, un paio di secondi dopo, dalla più canonica delle
piantate
motore in decollo.
Metto
il mio Buc sulla spiaggia poco più avanti e poi mi arrangio nei
dintorni.
Ovviamente
dove sono atterrato non arriva mezzo alcuno e, appena ho
realizzato che l'attraversamento del fiume non sarà una mera
passeggiatina
con l'acqua a mezzo polpaccio, sono salvato da una coppia di pescatori
che
con la loro barchetta fungono da Caronti e mi portano sull'altra riva.
E
mò? A farmi tornare a Sutri ci pensa, motociclista indomito, l'amico
Carlo
Sonaglia
che, nonostante la temperatura polare (a Sutri c'erano zero gradi...) mi ha
riaccompagnato, ciucciandosi una scorpacciata di freddo niente male...
Grazie Carlo.
E
il recupero, da farsi assolutamente il giorno dopo???
La Capaldo
family arriva in forze al mio soccorso:
Federico,
- sempre lo stesso gemello ad un anno di distanza - ed il
fratellino Fulvio... giovane virgulto che ha maturato una considerevole
esperienza
di barche e canoe.
Federico
alla parola fiume si fa serio. La sua precedente esperienza di
attraversata di fiume, cercando di recuperare una barca a vela alla foce
del Tevere a Gennaio - con un freddo polare -gli era quasi costata la
vita ed era stato salvato in
estremis
ormai sott'acqua.
Sicchè
quando Fulvio si presenta con ben due mute, decido di soprassedere
al mio scetticismo e, con l'approvazione di Fred indosso, insieme a
Fulvio, la morsa elastica.
Protesto
per un attimo: "è solo un fiumicattolo"
avevo detto a Fred ... beh, meno male che
avevamo le mute, le foto parlano da sole, senza non sarebbe stato
possibile!
Attraversiamo
il fiume, raggiungiamo il velivolo che giace sullo scafo, lo
mettiamo sul carrello e, belli belli, ci accingiamo a spingerlo.

Se
all'università avete studiato fisica e non vi ricordate più cos'è
l'attrito,
beh, quella che abbiamo fatto noi è un'ottima esperienza per
rivangare quelle regole.... in altre parole... ammazza quant'è dura.
La
sabbia morbida, le onde del mare, la sabbia sempre più morbida, il
ruotino che ara nel vero senso della parola, ma non abbiamo semi da
gettare
nel solco...
alla fine semi-stremati arriviamo alla sponda, ci organizziamo e poi
entriamo in acqua fino alla cintola (mezzo polpaccio ... puah). Ma ormai
il
più è fatto.

Su
il carrello: il Buc ritorna barca, attraversiamo il fiume, sponda
opposta, giù il carrello e assicurato all'automobile lo portiamo fino
da
Egidio, per gli amici ER CORSARO.

Facile
l'ultima parte, rimane da trainarlo e da smontre il motore.
Il
Buc lo parcheggiamo e lo ancoriamo. Come?? In maniera tale da chiedersi
se con
noi c'era anche l'Uomo Ragno....
Poi
pranzo ... pranzo, no, meglio, cibo, no meglio, insomma: ... dar
Corsaro
annatece, perché sarà pure corsaro, ma quant'è bono!!!!!!!!.
CAPALDOS----
grazieeeeeeeee
Paolo Vittozzi
 
That's
all, Folks !
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