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“Vieni,
che ti presento al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica
Militare.”. Così Igino Coggi, Direttore di Air Press e Vice
Presidente dell’AeCCVV, in occasione della consegna all’Agusta
Westland del prestigioso premio “Trofeo Air” e della
presentazione del rapporto annuale, dedicato al velivolo M346 di
Alenia Aermacchi, ha propiziato un evento davvero straordinario
per l’Aero Club Centrale di Volo a Vela.
Infatti,
dopo quella stretta di mano, alle 13,40 del 20 settembre u.s., un
elicottero AB 212 dell’Aeronautica Militare è atterrato
nell’aeroporto di Rieti e lì, il Capo di Stato Maggiore
dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Vincenzo
Camporini, è stato accolto dal Presidente dell’AeCCVV, il Prof.
Mario Girardi, accompagnato dalla moglie, Signora Stefania, da
Igino, da me e da mia moglie Gabriella.

La
signorile spontaneità del tratto del Generale, ha poi spianato la
strada a tutto il resto, allentando la mia tensione di
coordinatore di un evento unico nella storia del sodalizio.
Sono
così passato subito alla “presentazione della forza”. Vale a
dire: il Gen. B.A. Antonio Daniele “Tony”, pilota del
motoaliante Super Dimona, destinato alle riprese fotografiche; il
Cap. Paolo Judica, pilota dello stesso velivolo, ma per
l’occasione operatore fotografico; mia moglie, quale
“pilota” della Fiat Multipla assegnata ai brevi spostamenti in
loco del Gen. Camporini; il volovelista Alessandro Bruttini
“Alex” (responsabile dell’attività di volo dell’AeCCVV e
nell’occasione, compagno di volo del Gen. Camporini); Wolfram
Pramstraller “Pram” (italianissimo, malgrado l’anagrafica
teutonica e già campione italiano di volo a vela, direttore di
gara delle competizioni gestite dell’AeCCVV ed anche di quelle
prestigiose, recentemente organizzate dall’Aeronautica Militare,
in occasione dei Campionati Militari Europei e Mondiali di volo a
vela), pilota dell’aerotraino Robin DR 400, che è pronto a
darci l’involo.

Dopo
di che il Gen. Camporini, indossata la combinazione da volo ed
avuta da Alex la presentazione delle caratteristiche del velivolo,
si è seduto ai comandi del DG 505 Orion, 20 m, allestito per
l’occasione nella configurazione da performance ed è decollato
con prua su Poggio Bustone dove, come da pianificazione, l’avevo
preceduto pochi minuti prima con il mio ASW 20, per verificare le
condizioni di veleggiamento.


Ed
infatti, avevo appena localizzato un’ascendenza, che la voce di
Alex entra calma, ma perentoria, nell’abitacolo: “Diego! Come
va?”.
“Cresta
a sud di Poggio; uno di media; irregolare, agganciato a 900 eco”
è la mia risposta. Le condizioni ci sono, ma richiedono
attenzione, perché bisogna “centrare” la termica, volando
inizialmente vicino al costone e gli impulsi “nel giro”
variano da 0,5 a 2 m/s. In altre parole, non è affatto scontato
rimanere in volo, tant’è, che avevo già notato il rientro di
due alianti decollati poco prima.
Subito
dopo vedo arrivare il DG 505, che, benché più pesante e meno
maneggevole del mio monoposto “flappato”, dopo aver effettuato
un rapido assaggio delle pendici della montagna, “aggancia”
sicuro, poco più a nord della mia posizione ed inizia a salire.
Nel frattempo, secondo il programma di volo pianificato, sono
decollati anche Mario con il suo Discus, unitamente a Tony e Paolo
con il motoaliante.
La
visibilità, grazie all’aria limpida, è illimitata. Saliamo e
superiamo i 2500 metri. Le
creste appenniniche del Terminillo, del Vettore, dei Monti della
Laga, del Gran Sasso, del Velino e più giù della Maiella si
delineano con affilata esattezza e penso che il Comandante stia
veramente apprezzando le - uniche - condizioni di volo, che offre
il pilotaggio dell’aliante. Viste le incerte condizioni dei
giorni precedenti, siamo stati proprio fortunati.

Dopo
circa un’ora di veleggiamento, però, “maiora premunt”: il
DG 505, dopo aver sorvolato tutto il gruppo del Terminillo ed
essere stato affiancato dagli altri velivoli della “sortita”,
per cogliere qualche irrinunciabile foto ricordo, volge la prua al
campo, ove atterra,

presentandosi
in procedura con uno “speed
arrival”; vale a dire, con una spettacolare soluzione di
avvicinamento, discrezionalmente adottata dai piloti nelle
competizioni volovelistiche ed a conclusione di una gara, per
tagliare in piena velocità il traguardo, con graffiante e
suggestivo sibilo, per guadagnare secondi preziosi sugli
avversari.
Subito
dopo atterro e faccio ancora in tempo a cogliere sul viso del Gen.
Camporini l’espressione di evidente compiacimento per il volo
appena effettuato e che, per tutti noi dell’AeCCVV lì presenti,
ha rappresentato la più immediata conferma del raggiungimento del
“target” prefissato. E sì, che il Gen. Camporini, ne ha
collezionati di voli e in tutte le condizioni!

Ovviamente,
non poteva mancare un brindisi e il ristorante dell’aeroporto di
Sergio e Franca, ci ha permesso di offrire al nostro Ospite un
assaggio di genuinità reatina, che si è concluso con lo scambio
di oggetti ricordo ed in particolare di una graditissima targa,
dedicata dal Capo di Stato Maggiore all’AeCCVV ed al suo
Presidente.

Poco
dopo, rivestita la divisa ordinaria, il Generale Camporini, prima
di porsi ai comandi dell’AB 212, con la schiettezza che
evidentemente lo contraddistingue, nel salutare “la pilota”
della Multipla, le dice: “E’ finita la ricreazione.”.

Grazie
Comandante!
Si
sa che la presenza di un Capo di Stato Maggiore, in un sodalizio
sportivo aeronautico, consegue alla previsione istituzionale che
vede l’Aeronautica Militare, da sempre, sostenitrice di
molteplici attività sportive ed in primis, ovviamente, di quelle
aviatorie, ma quella frase sintetizza proprio quello che tutti noi
dell’AeCCVV, desideravamo proporre e sentir dire dal nostro
Ospite, al quale - almeno finché ci sarà consentito - saremo ben
lieti di dare l’opportunità di sollevarsi un attimo al di sopra
di tanti, gravosi, pensieri.
Per
quanto ci riguarda, abbiamo capito di aver conquistato la Sua
simpatia e l’attenzione dell’Aeronautica Militare. Come
potremmo non esserne orgogliosi? “
"Alto
e veloce” a tutti.
Diego Palazzoli

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