"Raduno
Mondiale F 104 e Manifestazione Aerea", 30 maggio 2004 -
Aeroporto di Pratica di Mare
Centoquattro
Sei stato l’aeroplano della mia
generazione.
La
prima volta che ti sentii – e poi ti vidi – avevo 13 anni (oggi ne
ho 50).Lo ricordo come se
fosse ieri. Ero in Germania. Ci eravamo fermati a passare la notte in un
piccolo hotel.
Alle
prime luci del giorno fui svegliato da un rumore ignoto, un ululato che
terminava con un lamento. Che si ripeteva con regolare successione per
poi esplodere in un rumore potente che svaniva lentamente.
Mai
sentito una cosa simile. Mi alzai e, dopo essere salito sulla sponda
della vasca da bagno, riuscii finalmente a dare uno sguardo fuori della
piccola finestra attraverso la quale si poteva guardare la campagna
innevata.
A
qualche centinaio di metri, in testata pista, due 104 G della Luftwaffe
stavano provando i motori e si preparavano al decollo.
“Così
questi sono i Centoquattro” pensai tra me. E rimasi a fissarli.
Fino a quando con un ultimo urlo, sparirono nella foschia che
accompagnava la loro corsa verso quell’incredibile avventura che è il
volo.
Gli
anni passarono.
1973.
Accademia Aeronautica. Aeroporto di Grazzanise. Seduto a sinistra, ai
comandi di un P148, con l’istruttore il cui sguardo non riesco a
decifrare perché nascosto dalla visiera del casco, sono al punto
attesa, in attesa dell’autorizzazione all’allineamento e decollo. In
pista due 104 del 9° stanno per decollare. Stesso sibilo, stesso
ululato, stesso lamento. Quando i piloti danno tutto motore trema la
terra, tremo io, trema il P148. Al massimo dei giri per le prove di
rito, il motore del mio aeroplano non si sente nemmeno. Poi i 104 hanno come un
guizzo, incominciano a muoversi e via…inghiottiti dalla pista
interminabile.Spariti.
D’incanto veniamo avvolti da un silenzio quasi surreale.
Passa
un altro anno, poi la dolorosa decisione di lasciare l’Accademia. Ma
la vita va avanti.
Centoquattro.
Diventi lo spettro che anima i miei incubi muti, in bianco e nero.
Ti
rivedo quando vado a trovare Toni Bertolaso e Gennaro Quattrociocchi a
Grazzanise. Eravamo in Hdemia insieme. Toni é Capitano e comanda una
Squadriglia.Andiamo al
Gruppo. Lui è in volo. Sta finendo un volo prova. Aeroplano pulito,
passaggio sulla pista a tutta birra. L’emozione è forte. Sarà
stata la decisione giusta? Ancora oggi, quando mi viene questo
dubbio, vado a rileggermi la lettera che ho scritto per motivare le mie
dimissioni. Chissà…
Ti
rincontro a Villafranca.
28° Gruppo. "Melius esse quam videri". Voli notturni. Pagliarusco e Tammaro. Anche
loro in Hdemia. Tremate, tremate, le streghe sono tornate.
Poi
Pratica. Oggi.
Centoquattro.
Anche se non abbiamo mai volato insieme, ho imparato a conoscerti
attraverso i racconti di coloro che con te hanno fatto i voli più belli
e la cui esistenza hai talvolta segnato per sempre. Altri aeroplani sono
entrati in linea ma per me rimani l’aeroplano della mia vita, la
stessa che hai tolto ad alcuni compagni, il cui viso rimarrà nella mia
memoria per sempre.
Non
ti dimenticherò.
Gheregheghez
30
maggio 2004
Mi
sono svegliato alle 6:00. Alle 7:00 ero in moto. Alle 8:00 ero a Pratica, a ritirare il Pass rilasciato alla stampa.
Poi
mi sono rilassato e ho pensato a come organizzare la giornata. Le cose
da vedere erano parecchie.
Fatica
inutile. L'Aeronautica aveva magistralmente organizzato la giornata e
quindi a me non é rimasto altro che decidere dove andare. Per
incontrare vecchi amici e per non perdere un solo minuto dedicato al
volo, dal Programma che vedrete descritto nella pagina
successiva, ho scelto l'aspetto prettamente "aeronautico".