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Il
primo volo della Mongolfiera EURHOPE
- Roma,
6 Aprile 2003

Non
sono mai andato su un pallone aerostatico, una mongolfiera e
nemmeno su un dirigibile...
Ma quando
Donatella Ricci, pilota, mi ha invitato al "Welcome
party" organizzato in onore della sua nuova
mongolfiera non ci
ho pensato su e alle 18 di Domenica 6 Aprile ero all'aviosuperfice
FLYROMA, dove si é svolta la festa.
Lasciate
che vi dica una cosa: per me vedere da vicino una mongolfiera é stata
una vera e propria
ri-ve-la-zio-ne.

E' come
nel libro di Giulio Verne: c'é il cestino di vimini intrecciati per il
pilota e per i passeggeri, i bruciatori (che permetteranno alla
mongolfiera di "nutrirsi" di aria calda e mantenersi in volo),
le bombole di gas propano per alimentare la fiamma che trasformerà
l'aria fredda in ara calda, le funi che pendono dal cestino e che
tengono ancorata la mongolfiera al terreno per evitare che, nella sua
ansia di volare, si stacchi da terra prima del dovuto.


Voi
pensate che la mongolfiera sia una cosa inanimata, un mero involucro
riempito d'aria? Primo errore.
Non appena si incomincia a "pompare" aria, la mongolfiera si
anima di vita propria. Incomincia a muoversi, lentamente, come se stesse
realizzando che qualcuno sta facendo sforzi per entrare in contatto con
lei, cercando di tirarla fuori da uno stato di torpore secolare. Sa di
essere più grossa di quelli che le stanno intorno e quindi si muove
lentamente, stiracchiandosi, quasi avesse paura di schiacciarli.




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