| Workshop TIGER MOTH I-JJOY - La rinascita |
Cari amici,
quelle c he seguono sono le foto più significative delle fasi di restauro destinato a riportare in condizioni di volo il Tiger Moth I-JJOY di Stefano Rusconi.
Il Tiger, le cui marche riprendono il nome di Joy, moglie di Stefano, era rimasto danneggiato in un atterraggio di emergenza e Stefano aveva quindi deciso di procedere ad una scrupolosa revisione, sia della cellula che del motore. La fase di revisione/restauro era stata interrotta dalla tragica scomparsa di Stefano e Joy nella primavera del 2006 ma tutti noi dell'IFM avevamo preso l'impegno di portare a compimento quanto Stefano aveva già incominciato.
Ci sono voluti due anni di sforzi per potere ripartire: é stato necessario rivedere l'organigramma della nostra struttura tecnica, certificare il nuovo Capo Controllo, rivedere la gestione del magazzino, ricostituire il team di tecnici e specialisti, alcuni dei quali appartenenti all'Aeronautica Militare, superare l'esame dell'ENAC per rinnovare il nostro Certificato Tecnico di Impresa grazie al quale l'IFM può procedere agli interventi di manutenzioni e restauro necessari.
Sono stati due anni difficili ma grazie all'impegno di tutti i membri dell'Associazione ed il fondamentale contributo di Marco Rusconi, Capitano pilota in servizio presso la Canadian Air Force e n. 4 della Pattuglia Acrobatica Canadese, il 431 (Air Demonstration) Squadron SNOWBIRDS, , abbiamo raggiunto il nostro scopo. A partire da Aprile 2008 abbiamo potuto riprendere quello che era stato interrotto.
Ecco come é andata.
La situazione a Marzo 2006
Carlinga e altre parti strutturalei restaurate. Ali rintelate in Inghilterra presso la Newbury Aeroplane Company (Mrs. Jan Cooper, jan@newburyaeroplanecompany.co.uk, tel.+44 1488 68 29 49) di Hungerford, Berkshire.
Aprile/ Maggio 2008
Ha inizio la fase di intelaggio della carlinga. Come materiale di rivestimento viene utilizzato, nel rispetto della più pura tradizione, il lino di Irlanda, con il quale erano già state ricoperte ali e piani di coda. Prima però vengono verificati i cofani motore, la control box, terminati l'impianto radio e quello elettrico, smontati carrello e castello motore. Tutte azioni propedeutiche alla operazione di intellaggio, che se non effettuate prima potrebbero avere ripercussioni negative sul lavoro da svolgere.
Luglio 2008
L'opera di intelaggio é stata svolta grazie alla collaborazione di Martin Honeychurch, tecnico specializzato proveniente dall'Inghilterra, con al suo attivo più di una dozzina di carlinghe di Tiger Moth intelate, una centinaio di ali e piani di coda, svariati Tiget Moths completamente restaurati. Il suo contributo é stato fondamentale e l'esperienza che ha saputo trasferire ai membri dell'IFM che hanno lavorato con lui, senza prezzo. Grazie Martin.
Per l'intelaggio sono stati usati:
10 litri circa di Acetobutirrato di cellulosa (tenditela)
10 mt di lino irlandese 9F1-54"
50 mt. di nastri di finitura 7F8-2"
nastro adesivo di carta da carrozziere
taglierino
pennelli di 25, 50 e 100 mm. di larghezza
riga metallica
forbici dritte e seghettate
morsetti a molla
contenitori vari per maneggio e misura prodotti
spruzzatore tipo "giardiniere" per acqua
Per facilitare la rotazione della carlinga man mano che il lavoro progrediva, é stato studiato e realizzato un apposito sistema di sostentamento che, applicato alle estremità della struttura, ne permetteva la rotazione di 360 ° lungo l'asse longitudinale.

Marco Rusconi, in licenza per qualche
giorno e Carlo Bucciarelli, il nuovo Capo Controllo, danno un'ultima controllata
ai piani di costruzione, poi si incomincia...

Si predispone sulla estremità posteriore
della caringa il cavaletto che ne permetterà la rotazione. Da destra verso
sinistra: Stefano Petrini, Martin Honeychuich, Carlo Bucciarelli, Bepi Longo e
Giuseppe Frolla, che ha costruito il supporto.
Poi Martin, assistito da Eusebio
Verticchio, stende la tela sul lato sinistro della carlinga.
Incomincia il lavoro di intelaggio: si ricopre la parte inferiore.
Una volta incollata la tela sulla
struttura si spruzza un po' d'acqua e si stende con un panno per
favorirne la tesatura, e si incomincia a stendere, con rapide pennellate, il
tenditela.

Poi si ruota la fusoliera e si ripete
l'operazione sulla parte superiore.
Mentre si aspetta che la prima mano di tenditela si asciughi, si rigira la
carlinga e si completa la parte inferiore, applicando il nastro di finitura,
rinforzando così la parte soggetta ad usura.
Poi si passa al late destro. Si taglia la
tela, si gira di 90° la fusoliera per potere lavorare meglio, si incolla la
tela direttamente sui longheroni e si verifica il lavoro fatto.
Poi, come sempre, si rigira la carlinga per dare un'altra mano di tenditela. Ai
pennelli Renato Torresini, Bepi ed Eusebio.

Infine si passa alla fiancata sinistra. Stessa procedura.. Per ottenere la
perfetta tesatura del lino su tutta la struttura occorrerà applicarne 6 mani.
Quindi, a completamento e come già fatto per la parte inferiore della
fusoliera, si applica sulle giunzioni, sugli spigoli e sulle parti
oggetto ad usura (per protezione oltre che per motivi estetici), il
nastro di finitura.
.
E questo é il risultato finale!
E ora?
Ora si costruirà una cabina di verniciatura per potere applicare l'alluminato (per proteggere la tela dai raggi ultravioletti) e quindi passare alla fase di verniciatura vera e propria.
Contiamo di terminare queste due fasi entro il mese di ottobre.