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1°
GRAN PREMIO PRINCIPATO DI LEUCA - PICCOLA COPPA SCHNEIDER
- 19/20 Giugno 2004 |
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Ho
sempre pensato che il piacere che si trae da un volo dipende dal fare o
meno quelle piccole ma necessarie cose che danno al nostro volo un vero
tocco "aeronautico" - pianificazione a terra, uso delle carte,
navigazione stimata, calcolo dei consumi, ecc. - e dalla persona con la quale stiamo volando.
Io sono
particolarmente fortunato perché spesso volo con un amico di vecchia
data, che conobbi quando, nel 1973, entrambi allievi del Corso Orione
3°, frequentavamo l'Hdemia Aeronautica.
Il mio
amico fa il pilota. Per professione.
Ex
pilota militare, già comandante di Canadair, ora é comandante in
Alitalia Express.
Ama il
volo in tutte le sue forme ma sopratutto é una di quelle persone che,
con pazienza e competenza, sa insegnarti a volare.
Ho
detto a VO-LA-RE, non solo a decollare, andare dritto, virare ed
atterrare.
A volare:
capire l'ambiente in cui tu ed il tuo aeroplano vi state muovendo, essere con la mente
sempre davanti il muso dell'aereo, interpretare correttamente i
segnali che l'avione ti dà, leggere le carte, scegliere le giuste rotte oltre, naturalmente,
sapere decollare,
andare dritto, virare ed atterrare in sicurezza. Non é
poco.
Ecco
perché, quando c'é la possibilità di fare lunghe navigazioni mi piace
andare con lui. Per amicizia e per imparare.
Sul suo
Buccaneer,
più potente e versatile del mio valoroso Firefox
- Rotax 503 con avviamento a strappo.
Entrambi
diamo lo stesso valore ad alcune cose che riteniamo fondamentali:
sicurezza, accurata pianificazione, rispetto delle procedure (non
ridete perché non é sempre così).
Quindi,
spesso, ci intendiamo al volo. Anche se lui ha migliaia di ore di
volo ed io, rispetto alle sue, solo una manciata.

In
volo, magari anche a causa della mia limitata esperienza, sono un tipo conservativo.
Detto con altre parole, il livello dei rischi che per questo tipo di
volo sono disposto a correre é più basso del suo.
Se ho dei dubbi o una cosa non mi piace lo dico. Magari un
vero rischio non c'é. O magari potenzialmente si. Ma poiché
sull'aeroplano siamo in due, tanto vale essere d'accordo sul da
farsi.
Forse é per questo che
certe volte il mio amico dice che sono la sua
coscienza.
Quando
ci siamo trovati in situazioni critiche le abbiamo sempre risolte
insieme, senza recriminare o stare li a discutere di chi era la colpa,
se mai colpa ci fosse.
Massima collaborazione. Con un po' di retorica si potrebbe dire condividere
la missione fino all'ultimo. Poi ne abbiamo parlato a terra.
Finora
ha sempre funzionato.
Il
viaggio a Santa Maria di Leuca, così come quello in Piemonte,
fatto nell'Ottobre di due anni fa, é stata quindi una ottima occasione
per imparare un sacco di cose volando sul mare, sul turbolento
Tavoliere delle Puglie alle due del pomeriggio - tra CTR e mille bianchi
paesi, belli ma tutti uguali - tra le montagne della Basilicata, con
vento in prua di 50 km/h, ascendenze di + 10 e discendenze di - 8.
15h.15' di volo di solo trasferimento volate in
tre giorni, alla
velocità media di circa 80 Km/h, a cui vanno aggiunte quelle volate
localmente, a SM di Leuca.
Al
ritorno a Sutri eravamo stanchi ma felici.
Federico
Capaldo
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Ora
la cloche ce l'avete voi. Buon divertimento
!


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