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Ad una
persona distratta, un museo aeronautico può dare un'impressione di
immobilità, di vecchio: ambienti talvolta scuri, magari un po'
polverosi, poche persone, oggetti misteriosi, aeroplani appesi,
apparentemente senza vita....
A una
persona distratta.
Ma a
una persona con la passione che gli scorre nelle vene come
il JP4 nei condotti del motore di un jet, il museo fa un altro effetto.
Già
varcando il cancello si ha come l'impressione di entrare in un mondo
magico: aeroplani silenziosi che ti guardano e che ti danno il
benvenuto, consapevoli che sei un amico e che quindi non c'é pericolo.
E' come se si andasse a trovare un gruppo di saggi, che hanno
conosciuto la vita ed il mondo e che ora sono li, tutti insieme, a
ricordare tempi passati e a guardare come si comportano le nuove
leve, commentandone le prestazioni, l'affidabilità, la loro generosità
nel perdonare gli errori di chi li pilota e che grazie a loro vede cose
che altri non vedranno mai. Poi,
avvicinandosi ad ogni aeroplano se ne percepisce l'odore: pungente, un
misto di carburante, olio, metallo. Lo avete mai notato? La prima cosa
che si sente quando si sale su un aeroplano é il suo odore.
Finalmente lo si tocca: con un po' di timore, ma é come dare una
carezza a una bella donna. Salve amico, sono io, sono venuto a dirti
che non sei solo, che non ci siamo dimenticati di te. E si continua
a toccarlo, come per dargli e per ricevere una sensazione di sicurezza. Se lasci la mano sul metallo senti che non é poi così freddo...
Si
segue il profilo del muso, si guarda il carrello, si esamina il
bordo d'attacco delle ali, ci si ferma a controllare le prese d'aria,
l'ugello di scarico o le marmitte: con il motore sono i suoi organi
vitali che, insieme agli strumenti nell'abitacolo, permettono al pilota di capire
se oggi l'aeroplano ha voglia di volare. E
poi
ci sono le voci. Quelle degli specialisti che fanno gli ultimi
controlli, che portano il carrello del gruppo elettrogeno, che ti
aiutano a legarti e a diventare un tutt'uno con l'aeroplano.
Riconosci la voce del pilota che, anche lui come te, sfiora
l'aeroplano prima di andare in volo, dandogli del tu e chiedendogli di
condividere la stessa gioia di volare. E allora ti immagini la
preparazione del volo, le ansie che precedono la partenza, i calcoli che
permetteranno di ritrovare la strada di casa: messa in moto, rullaggio,
decollo, in volo. Solo
- sopra tutto e tutti.
Storie di coloro a
cui tu ti senti istintivamente vicino, perché anche se non li hai mai
conosciuti, sai che sono tuoi amici. Ecco.
Queste sono le sensazioni che si provano andando in un museo
aeronautico.
Non tutti le capiscono o magari io soffro di allucinazioni
ma lasciate che vi dica una cosa: anche a me piacerebbe, quando
arriverà il momento, ritrovarmi con i veri amici - saggio tra i saggi -
e ricevere la visita di uno sconosciuto che, magari timorosamente, mi si
avvicini e mi chieda: "Scusi signore, ma perché guarda sempre in
aria e non la smette mai di parlare di aeroplani?" Staremo
a vedere.
INIZIA
LA VISITA AL MUSEO
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