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PILOTA
Introduzione
“Pilota” è il
tentativo di descrivere alcune delle tante sensazioni che ho provato volando.
Riflessioni che, dal silenzio dell'anima, si sono affacciate alla mente quasi
ogni volta che ho avuto la fortuna di staccarmi da terra.
Ho scelto di
ambientarlo nel periodo iniziale della mia vita aviatoria in quanto la mia
mente, allora, era molto ricettiva e riusciva a stupirsi più di quanto riesca a
fare oggi.
L’Aeroclub di
Arezzo, trentacinque anni fa, era un ambiente costituito da pochi appassionati,
“iniziati al volo” dal maresciallo Pietro Passuello, veterano della Seconda
Guerra Mondiale, e alla conoscenza dei motori e degli impianti dal maresciallo
Dante Bargellini che, pur con modeste risorse, riusciva a fare veri e propri
“miracoli” di efficienza.
In quell'ambiente,
che nella mia fantasia immaginai come un Gruppo dell'Aeronautica Militare, mi
trovai perfettamente a mio agio.
Gli altri piloti
dimostrarono sempre un senso di tenerezza nei miei confronti (fu per errore che
cominciai a volare a sedici anni) e spesso, apprezzando la mia passione, mi
invitarono a volare in loro compagnia. Un extra molto gradito oltre al budget
che mio padre passava.
Talvolta, alla fine
dei voli, allievi e piloti restavamo a parlare di cosa avevamo provato lassù,
ma purtroppo, spesso senza riuscire a travasarci le sensazioni che ancora ci
pervadevano.
Di quello stuolo di
aviatori, che ricordo con affetto, se chiudo gli occhi mi appaiono i volti di
alcuni di essi: Sandro Gargini, Torquato Magrini, Angiolino Graziani, Amedeo
D’Aosta, Giancarlo Fulgenzi, Luciano Centini, Luigi Scafocchia ed altri, che
vorrei abbracciare con la stessa tenerezza con la quale loro accettarono me e la
mia passione.
Ad essi, oltre alla
dolcezza del ricordo, va un grazie; lontano da invidie non si lamentarono mai
del fatto che Pietro mi agevolasse nell'assegnazione dei voli turistici. Forse
in quella gaia brigata c'era il tacito accordo che quelle ore di volo mi
sarebbero servite, in futuro, a rendere più facile il superamento del corso di
pilotaggio in Aeronautica.
E’ stato nel
ripensare a quella gente che mi è balenata l’idea di descrivere alcuni
episodi di allora. Parlare di Stinson e di Boy, due facce della stessa medaglia.
Ma a chi poteva
essere indirizzata la raccolta di pensieri, se non a Boy? A quel ragazzo che
ancora cerco di far vivere in me, e che senz’altro vive nei cuori dei giovani
che sentono il richiamo del cielo?
Ad essi ho voluto
provare a raccontare quelle emozioni che tante volte, la sera, attardandomi
all’Aerclub non ero riuscito a descrivere.
Ho fatto leggere la
bozza di “Pilota” alle persone più care; gente che non ha niente a che
vedere con il volo e piloti dalle migliaia di ore trascorse a bordo di un
velivolo. Forse nel loro modo di amarmi non sono stati del tutto obiettivi, ma
mi hanno incoraggiato a farlo pubblicare. Così mi sono rivolto allo Stato
Maggiore. La sua pubblicazione, per me, equivale a ringraziare l’Aeronautica
Militare per avermi permesso di vivere una vita serena e avventurosa, come
quella che sto ancora vivendo.
Dedico “Pilota”
a tutti i Boy che frequentano le Scuole di volo dell’Aeronautica Militare e
degli Aeroclub, ma, non di meno, a tutti i giovani che, per diverso destino,
ogni giorno sognano di staccarsi da terra per vivere le stesse emozioni del Boy
del mio racconto.
Fausto
Bernardini

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